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Il 27 dicembre 1831 il Beagle salpò dall’Inghilterra al comando del capitano Robert Fitz Roy, appena ventisettenne. La sua missione ufficiale era il rilevamento cartografico della Terra del Fuoco, conosciuta allora come “Terra incognita”. Ma il capitano aveva in realtà due obiettivi personali che motivavano il viaggio: il primo era restituire alla Terra del Fuoco, dopo un periodo di “civilizzazione” in Inghilterra, un gruppo di Yámanas rapiti anni prima. Fra di loro si trovava Jemmy Button, un giovane di 16 anni che si era perfettamente adattato ai costumi britannici, convertendosi in un vero dandy. Il capitano sperava che egli diventasse l’ambasciatore della parola di Dio e della civilizzazione ai Confini del Mondo. Il secondo obiettivo che ossessionava il capitano era constatare scientificamente l’esattezza letterale della Genesi. Perciò si mise in contatto con un giovane naturalista di 23 ani. Il suo nome era Charles Darwin. Ne “L’Avventura del Beagle”, lo spettacolo del confine del mondo, ci imbarchiamo assieme a questi tre giovani, uniti dal destino a bordo del Beagle, e che la storia proiettò su rotte inattese. |